Custonaci – Il presepe Vivente


Un viaggio di 2000 anni nel tempo

Il Presepe Vivente di Custonaci è considerato ad oggi il più grande evento di valorizzazione dei mestieri e delle tradizioni popolari siciliane, inscritto per tale ragione, dal 2006, nel Registro delle Eredità Immateriali, tra i 100 beni immateriali della Regione Siciliana.

La manifestazione, organizzata dall’ Associazione culturale “Museo Vivente” di Custonaci, alla 30° edizione, è conosciuta in tutta Italia grazie alla straordinaria suggestività delle immagini, oltre che all’originalità, alla compostezza e al pathos interpretativo dei personaggi, e alle emozioni che riesce a suscitare.

Si tratta di un luogo e di un evento di grande richiamo: dal suo esordio, sono oltre 400 mila i visitatori che vi hanno assistito. Inoltre, non passa edizione senza che il Presepe non sia oggetto delle attenzioni dei più importanti media nazionali, sia televisivi (RAI, Mediaset, ecc.) che della carta stampata.

Lo “spettacolo” ha luogo a borgo Scurati, una realtà di case rurali disseminate, come in un presepe, a ridosso di un contesto di grotte naturali che si aprono su alte pareti rocciose. Tra queste primeggia la Grotta Mangiapane: emozionante e scenografico spazio risalente al Paleolitico superiore, la grotta rappresenta una vera rarità, dotata di una apertura molto alta, circa 80 metri, e profonda 70, alle cui pareti sono addossate, mantenutasi intatte nel tempo, delle deliziose piccole case, delle stalle e un forno per il pane, costruite da una famiglia di pastori tra l’800 e la metà del ‘900. Alle spalle del borgo, le suggestioni del golfo di Erice, incastonato tra Pizzo Cofano e Pizzolungo

In questa magica location, ogni anno, da quasi 30 anni, un’intera comunità locale e gli ultimi artigiani-artisti siciliani si riuniscono per dare scena ad uno “spettacolo unico ed irripetibile”: per 7 o 8 giorni, i visitatori-spettatori attraversano i luoghi allestiti di una settantina tra attività/scene di vita, a stretto contatto con oltre 150 personaggi, che riproducono fedelmente l’esecuzione di antichi mestieri e scene/luoghi sempre più rari.

“Non si finge di produrre, no, si produce per davvero: vasi, sedie impagliate, ferri ritorti, formaggi, olio d’oliva spremuto dal frantoio di pietra…” (Panorama, 2002).

L’evento stesso rappresenta quindi una modalità di gestione altamente innovativa di 2 beni culturali:

• la preistorica Grotta Mangiapane che, senza il Presepe Vivente, non sarebbe mai stata valorizzata;

• il patrimonio culturale degli antichi mestieri e delle tradizioni siciliane, che grazie al Presepe diventa “fruibile” in una forma del tutto alternativa e nuova rispetto a freddi e statici musei etno-antropologici.

L’aspetto peculiare dell’evento, ovvero la fedeltà delle scene con la ricca tradizione artigianale ed agricolo – pastorale locale, è frutto di studio e minuziosa ricerca: per ricreare ambienti, mestieri e costumi è stata infatti coinvolta l’Università di Palermo, tramite l’Istituto di scienze antropologiche e geografiche, servizio museografico, della Facoltà di Lettere e Filosofia. Grazie a questo lavoro preliminare è stato infatti possibile attenersi fedelmente alla realtà del’epoca, senza false rappresentazioni, permettendo alla tradizione locale di rivivere e conservarsi, anno dopo anno. In poco meno di trent’anni di rappresentazioni, sono stati oltre 400 mila i visitatori – spettatori del Presepe Vivente di Custonaci, con punte annuali talvolta superiori ai 20 mila visitatori.

Per maggiori informarzioni visitate il sito web ufficiale www.presepeviventedicustonaci.it


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